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L’acqua, il miracolo della vita da maneggiare con cura – Intervista a Kenneth Weiss, Premio Pulitzer 2007

Nella sua presentazione durante il Festival for the Earth, tenutosi a Monaco il 9 e 10 novembre scorsi, il giornalista californiano Kenneth Weiss, vincitore del Premio Pulitzer e reporter di fama mondiale, ha avuto il compito di trarre le conclusioni finali, in un intervento particolarmente incisivo, dal titolo Altered Oceans, tenuto davanti a una platea importante, comprendente anche SAS il Principe Alberto II. Weiss, che ha parlato in particolar modo dello stato di salute dei mari e del pianeta in generale, ha rilasciato a Vivere Sostenibile Liguria Ponente un’intervista che riportiamo nella sua forma integrale.. 


VS: Nell’acqua risiede il miracolo della vita., lei ha comunicato una grande quantità di dati preoccupanti relativi a questa sorgente vitale per l’umanità e gli animali. Se da un lato si sa che questi dati e queste emozioni devono essere divulgati, dall’altro essi suscitano impressioni negative. C’è un qualche “però” o un miglioramento particolare in un qualche settore che ci può aiutare a recuperare la speranza di risolvere la questione?

Weiss: Sì, questa è una materia molto importante. Concordo pienamente che questa umanità ha bisogno di speranza, non solo di storie in cui si vede tutto nero. Il problema è che quelli di noi che sono abbastanza fortunati da vivere in posti ricchi, come l’Italia, la Francia, la Germania o gli Stati Uniti potranno avere difficoltà nell’ammettere i cambiamenti climatici e la crescente carenza di acqua dolce pulita è solo una crisi ad andamento lento che sta montando all’orizzonte. Chi proverà per primo tutto ciò è il “bottom billion”, ossia quel miliardo di persone che, tra i 7,6 miliardi di abitanti del nostro pianeta, sono più povere e più vulnerabili. Negli ultimi anni ho concentrato molti dei miei reportage sulla sostenibilità globale, che definisco come l’avvio di un corso migliore per il nostro pianeta, che aiuterà a provvedere a tutta l’umanità, ma anche a provare a preservare la biodiversità, l’habitat e una parte di natura importante per il sostenimento della vita. Così, quando devo tenere un breve discorso alle persone a convegno in une delle comunità più benestanti al mondo, voglio essere sicuro di riuscire a spiegare che coloro che vivono a Kiribati o in Kenya non dispongono delle stesse possibilità economiche di protezione dalla carenza d’acqua o da altri problemi che si profilano all’orizzonte rispetto a quelle che ci sono, per esempio, a Monaco. E questo è ciò che spesso noi facciamo meglio nel mondo delle comunicazioni: sottolineare i problemi per ottenere l’attenzione della gente. Questo è sempre il primo passo. Oggigiorno ci sono moltissime soluzioni che noi, in quanto specie ingegnosa, possiamo sviluppare ed estendere per aiutare a provvedere a questo numero crescente di esseri umani e a mantenere alcune sembianze del mondo naturale. Quando si parla di acqua, per esempio, la riduzione delle emissioni di CO2 per stabilizzare il pianeta è un punto focale e lo si  può certamente raggiungere, se sapremo risolvere la dipendenza dai carburanti fossili, passando alle fonti alternative di energia, come quella solare e quella eolica, e creando un futuro in cui le emissioni di CO2 siano a livello zero. Potremmo anche aver bisogno di trovare un modo di passare a una riduzione del CO2, che significa isolare parte del diossido di carbonio in eccesso che abbiamo pompato nell’atmosfera, immettendolo negli alberi o nel terreno. Inoltre, la conservazione dell’acqua può essere garantita facilmente. L’irrigazione a goccia promette molto in materia di conservazione dell’acqua. Il riciclo delle acque di scarico, nei Paesi sviluppati con limitata disponibilità di acqua, può essere una grande opzione nella coltivazione. Gli scienziati stanno lavorando allo sviluppo di varietà di colture che crescano in ambiente più arido o siano resistenti al sale; tra esse, in particolar modo, grano, riso e mais, che forniscono circa il 70% delle calorie che consumiamo. La coltivazione del riso in acqua salata, per esempio, rappresenterebbe un enorme beneficio per milioni di persone che sono costrette a migrare dalle loro case, in regioni costiere e nei delta dei fiumi, a causa dell’intrusione dell’acqua salata. Questi sono solo alcuni dei molti esempi di come potremmo meglio conservare le nostre risorse naturali. Tutti offrono una speranza per l’umanità.

VS: Secondo lei, quali sono i principali risultati positivi degli Accordi di Parigi in questo campo? Al Festival for the Earth tutti gli oratori si sono focalizzati sull’innovazione, diffusione e finanziamento delle energie rinnovabili che si prevede possano migliorare lo scenario e quindi, di conseguenza, anche l’acqua; c’è però in questi Accordi qualche impegno specifico relativamente alla difesa delle risorse idriche?

Weiss: Gli Accordi di Parigi sono un passaggio focale nel tentativo di unire praticamente tutte le Nazioni per evitare di trovarci in un cambiamento climatico catastrofico e irreversibile. Nessuno sa con precisione quale sia la linea su cui arrestarsi, ma gli scienziati si sono allineati sulla necessità di mantenere l’incremento della temperatura media globale sotto i 2 gradi Celsius o possibilmente sotto gli 1,5 gradi Celsius. Gli stessi Accordi sono una serie di impegni da parte di pressoché tutti i Paesi, che hanno dichiarato cosa intendono fare per contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. Non si rivolgono alle risorse idriche in modo specifico, ma l’acqua è legata in moltissimi modi al riscaldamento del clima. Per esempio, l’atmosfera può contenere più umidità e quindi diventare responsabile dello spostamento delle piogge, di modo che alcuni posti subiscono alluvioni ed altri sono bloccati in un ciclo di siccità devastanti. L’aumento del livello dei mari, poi, può avere un enorme impatto sull’ingresso dell’acqua salata nelle falde acquifere di acqua dolce e sulle acque di superficie. Pertanto, provare a impedire l’aumento delle temperature è un punto focale per evitare eventi meteorologici estremi e per conservare la poca acqua dolce che abbiamo. Gli Accordi di Parigi sono fondamentali per tutto questo. Il bisogno critico di acqua dolce pulita è meglio trattato, però, in un altro lavoro delle Nazioni Unite: gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals), al sito http://www.un.org/sustainabledevelopment/ L’obiettivo n. 6 si rivolge in modo specifico al bisogno di “Garantire a tutti l’accesso all’acqua e alle strutture igienico-sanitarie” .

Kenneth Weiss – Al Festival For the Earth- sullo sfondo: opera di  Rebecca Ballestra, ideatrice del Festival

VS: Dalla sua presentazione si è rilevato che la fornitura di acqua potabile è una priorità per la maggioranza delle persone al mondo. Non ritiene che la priorità dei fondi di Ricerca e Sviluppo esistenti dovrebbe essere rivolta a migliorare i dispositivi di estrazione dell’acqua dall’aria, per esempio, e renderli più economici e pertanto disponibili per molta gente nelle aree deserte?

Weiss: L’estrazione dell’acqua dall’aria è una delle nuove e più promettenti tecnologie in fase di sviluppo, allo scopo di fornire aiuto nelle aree remote ed aride. Alcune scoperte tecnologiche hanno ridotto il quantitativo di energia richiesta per la raccolta dell’acqua dall’aria, ma il processo necessita materiali molto costosi, quali strutture metallo-organiche. Quanto meno, questo è lo stato delle cose. Il mio augurio è che ci siano altre tecnologie che nei prossimi anni possano emergere ed essere d’aiuto. Molto spesso, comunque, ciò di cui abbiamo bisogno sono soluzioni e tecnologie semplici che non si rompano o che siano facili da riparare. Le tecniche di alto livello non funzionano sempre bene in società povere e remote, con scarsa capacità di tenerle in funzione. Pertanto, ad oggi, una delle migliori fonti di acqua è il trattamento e il riciclo delle proprie acque di scarico. Può sembrare disgustoso pensare che che si stia riciclando acqua della propria toilette , ma il processo rimane più semplice e più economico e trattare le acque richiede meno energia che rimuovere il sale dall’acqua di mare. Anziché pensare che semplice significhi stupido, dobbiamo capire che “semplice” può essere “elegante”, e anche più sostenibile. Ho la grande speranza che le nostre menti migliori ci possano aiutare con delle soluzioni. Nel frattempo dobbiamo lavorare sulla conservazione dell’acqua e maneggiare le nostre limitate risorse con la massima cura.

dell’acqua e maneggiare le nostre limitate risorse con la massima cura.

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